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E’ l’origine il vero valore del carciofo |
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Il valore aggiunto più significativo del carciofo sta in una comunicazione corretta e dettagliata che spieghi al consumatore le caratteristiche eccezionali contenute in questo prodotto così versatile e salutistico, e soprattutto le differenze esistenti tra le diverse tipologie presenti nella vasta gamma di specificità locali esistente.
Comunicare la qualità – Estratto da: Prodotti & Mercati - Fabio Lunati - A cura di Nomisma – Ottobre 2007 In effetti, la posizione di detentore di un’offerta quantitativamente consistente e qualitativamente eterogenea che l’Italia vanta per i carciofi non è mai stata sfruttata appieno, mediante campagne di comunicazione al consumo, per segnalare all’acquirente le caratteristiche della produzione nostrana di eccellenza e il periodo della sua disponibilità. In particolare, la valorizzazione delle specificità locali è un modo per favorire l’incontro tra un’offerta articolata e una domanda sensibile alle peculiarità del territorio che sembra non volersi accontentare di un prodotto indifferenziato. In tal senso, un riconoscimento alle caratteristiche di qualità di questa coltura è stata l’attribuzione dell’Indicazione geografica protetta (Igp) al carciofo “romanesco” del Lazio, la cui zona di produzione tipica è stata individuata nelle province di Viterbo, Roma e Latina, e al Tondo di Paestum coltivato nella Piana del Sele in provincia di Salerno e così denominato per la forma tondeggiante dei capolini. In questa logica la realizzazione di azioni mirate di comunicazione e informazione al consumo possono cementare il legame tra gli acquirenti e il territorio di provenienza delle diverse varietà e costituiscono il presupposto irrinunciabile di un percorso di valorizzazione del lavoro degli operatori del settore primario.
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